La nuova cantina Antinori: una rivoluzione Copernicana

La Toscana ha conosciuto, alla fine del 2012, una vera e propria Rivoluzione Copernicana : l'Azienda Antinori ha trasferito il proprio quartier generale, dopo ben 500 anni, dallo storico palazzo di famiglia ubicato nel centro di Firenze a Bargino, nel Comune di San Casciano Val di Pesa, nel cuore del Chianti Classico. Non potevo non cogliere l'occasione di visitare la nuova Cantina, soprattutto per il rispetto che la Puglia deve a questa famiglia, la quale per prima ha creduto ed investito nelle potenzialità della nostra regione, creando un ponte saldissimo tra Toscana e Puglia : Tormaresca, l'Azienda creata dagli Antinori in Puglia, si sviluppa su ben 550 ettari e dà vita ad etichette di tutto rispetto, come Torcicoda, Bocca di Lupo, Maìme e Pietrabianca, tra le tante.
Arrivo in sede percorrendo la via Cassia, lungo il tratto che collega Firenze a Siena, in un suggestivo alternarsi di colori e di vegetazione, a dispetto della giornata non propriamente mite.
Si arriva e quasi non ci si accorge della presenza dell'Azienda, tanto è mimetizzata ed inserita nel cuore della collina : " Tutto è nascosto, interrato. E' un'incisione sottile e profonda nella collina. Un'opera di architettura straordinaria che si nasconde tra gli ulivi, i vigneti, i boschi di querce e lecci ". E' proprio così : il Marchese Piero Antinori ha voluto questa nuova ed imponente opera, pienamente inserita nel contesto paesaggistico dei luoghi, senza invasività e senza turbative, realizzandola nel cuore della collina e ricoprendola con un nuovo piano campagna, sul quale sono stati impiantati nuovi vigneti. Dice il prof. Arch. Marco Casamonti, Progettista dell'opera.
All'ingresso vengo accolta dal pugliese Vito Palumbo, da Giovanni Donato e da Barbara Luison : superfluo soffermarsi sulla signorilità dell'accoglienza riservata all'ospite.
La prima tappa è la barricaia : dal piano uffici si spalancano le porte scorrevoli ed, all'improvviso, ci si trova di fronte al cuore della montagna. Sembra di essere in un film di Indiana Jones, anche la temperatura cambia repentinamente. Anche in questo particolare si coglie la filosofia del progetto : basso impatto ambientale e basso consumo energetico si traducono nel fatto che le temperature necessarie per affinare il vino in barrique sono frutto della natura e non di impianti di refrigerazione!

 

 
E' tutta un'emozione : siamo al di sopra della barricaia, la zona si visita sospesi a 18 metri di altezza percorrendo una passerella, appositamente creata affinché i visitatori non intralcino gli addetti ai lavori. Centinaia le barriques, tutte in rovere di Francia o Ungheria, queste ultime provenienti da un'azienda di proprietà Antinori.
Subito dopo, passiamo a visitare la Cantina vera e propria, sempre procedendo lungo la passerella sospesa.
Nessuna pompa meccanica : la vinificazione avviene  solo per gravità, a caduta, permettendo una lavorazione delle uve meno traumatica e consentendo la produzione di vini più delicati e più armonici.

 
Un investimento di tale portata si colloca in un difficile ma riuscitissimo equilibrio tra rispetto della tradizione e necessità di innovazione tecnologica ; in questa ottica ben si comprendono le parole di Piero Antinori : " La linea familiare nella conduzione e nel continuo miglioramento delle nostre vigne e delle nostre cantine non è una scelta sentimentale, il ripetersi forzato di una tradizione, ma il modo più idoneo, forse l'unico, con il quale si possa fare al meglio, nel tempo, il proprio lavoro ".
E se è questo lo spirito, allora consequenziale appare la scelta di dare un significato nuovo, quasi rivoluzionario al concetto di Cantina, " un tempio del vino, un antro segreto dove il vino è al centro di ogni percorso, produttivo e di visita " : di qui la realizzazione di un Museo straordinario che, partendo da quanto raccolto dalla Famiglia nell'arco di 5 secoli - dal torchio della scuola di Leonardo da Vinci allo stemma di famiglia di Giovanni della Robbia del 1500 alla mole enorme di documenti notarili e di archivio - arriva alle opere realizzate dai tre artisti invitati. Si tratta della monumentale "Iconostasi" di Yona Friedman, della " Meridiana " di Rosa Barba, definito quasi un orologio mistico nel cortile, e del film di Jean Baptiste Decavèle.



Altro elemento di straordinaria architettura innovativa è l' Auditorium : la sensazione che si ricava entrandovi è quella di fare ingresso in una foresta, con i sedili realizzati in tutte le gradazioni di verde e le pareti a tutta altezza rivestite di legno lavorato a dare l'idea di essere circondati da alberi di alto fusto.
Un veloce passaggio per osservare il ristorante e la libreria, quindi eccoci di fronte alla Bottega dei sapori. Svettano le produzioni di vini come  Villa Antinori, Marchesi Antinori, Chianti Classico Riserva, Pèppoli Chianti Classico e Vinsanto del Chianti Classico.

Sento una voce conosciuta. Mi giro e, di fronte a me, ecco il Dominus delle Cantine Antinori, Renzo Cotarella. Un breve scambio di battute con lui e, subito dopo, altra voce familiare alle mie spalle : pugliese doc dell' Area manager di Antinori - Tormaresca, con alcuni suoi collaboratori. Stanno andando via anch'essi: ho trovato anche il passaggio per il ritorno!
 
Fonte: Apulia magazine; scritto da: Francesca De Leonardis.